Pizzo Calabro

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Pizzo Calabro è una delle località turistiche più rinomate della provincia di Vibo Valentia in Calabria. Si tratta di uno splendido borgo sulla costa, arroccato su di un promontorio al centro del Golfo di Sant’Eufemia, con un sole ed un mare splendidi ed una posizione incantevole. Oltre ad essere un centro peschereccio notevole, Pizzo Calabro è una famosa stazione turistica, nota per le splendide coste e per la mitezza del clima. Sorta nell’alto medioevo, secondo alcune fonti, sulle rovine dell’antica Napitium, fondata da una colonia di Focesi, scampati all’eccidio di Troia ed ivi stabilitisi, attratti da questi luoghi ameni, su cui, poi, fiorì la Magna Grecia. E da Napitium, comandante della spedizione, prese nome la nuova città. Secondo la tradizione, qui si fermò Ulisse ed, in seguito, vi soggiornò anche Cicerone. Ma, dopo la caduta dell’impero romano, le scorrerie dei Pirati ed i ripetuti e brutali attacchi dei Saraceni finirono per vincere la resistenza della città, che fu assalòitas e ridotta ad un cumulo di macerie. Gli abitanti fuggirono e solo pochi superstiti rimasero, rifugiandosi verso il lato ad oriente della distrutta città, dove, in seguito, formarono il nuovo abitato, che prese il nome di Pizzo, con ogni probabilità per l’aspetto caratteristico e pittoresco che la sua posizione gli conferiva. In questa amena località i pescatori di corallo amalfitani costruirono la Chiesa delle Grazie, divenuta, poi, Chiesa del Carmelo. Successivamente il nucleo abitato crebbe e, per difesa, fu munito di mura e torri ai lati e protetto e fortificato da un fossato e da un ponte levatoio. Si costruirono nuove chiese e conventi, iniziarono floridi commerci de spezie, sete, pesce salato, olio, vino e si incrementò la pesca del tonno e l’arte del corallo. Pizzo subì le dominazioni normanna, sveva, angioina ed aragonese. Nella seconda metà del XV secolo, Ferdinando I d’Aragona vi fece costruire il Castello, nel quale fu imprigionato e fucilato Gioacchino Murat, re di Napoli. Oggi Pizzo è rinomata per le sue spiagge,  le suggestive insenature ricche di scogli, per il suo mare limpido, il suo cielo azzurro, il suo pittoresco centro storico, con le sue case baciate dal sole, le stradine e la piazza caratteristica con il suo affaccio. Circondata da profumati aranceti, che, in primavera, diffondono nell’aria l’inebriante profumo della zagara, è conosciuta per la produzione dello “zibibbo”, uva bianca dolcissima, di eccezionale gusto e sapore. L’antica pesca del tonno ha sviluppato una fiorente industria conserviera, che rende il “tonno sott’olio” di Pizzo noto ed apprezzato ovunque. E’ ottima anche la cucina, a base di pesce della zona e di pietanze tradizionali calabresi,come  gli spaghetti al nero di seppia serviti nei numerosi ristoranti. Ricca di piatti semplici e genuini, la cucina “pizzitana” rappresenta un’esplosione di sapori, colori e tradizioni che si fondono in piatti tipici. Infine, famosi sono i gelati artigianali, che, rifacendosi ad una lunga tradizione, con il loro gusto squisito e la grande varietà di scelta, rendono particolarmente “dolce” ai turisti il soggiorno. Il tartufo di Pizzo è un gelato tradizionale della pasticceria artigianale, che da anni richiama e soddisfa i palati di tutti i visitatori ed al quale Pizzo Calabro deve parte della sua fama.